La III C Arti Figurative "Alla Scoperta delle Antiche Fontane Medicee di Pisa...conosciute e sconosciute" | INFORMART

L'otto novembre 2023 noi studentesse e studenti della 3C Arti Figurative di Pisa abbiamo partecipato al percorso di trekking urbano "Alla Scoperta delle Antiche Fontane Medicee di Pisa...conosciute e sconosciute". 

Uscita da scuola, la classe si è recata in Piazza delle Gondole. Qui ci siamo divisi in due gruppi, il primo accompagnato da Carlo Vallini, il secondo da Francesco Pozzi, entrambi guide volontarie dell’associazione Italia Nostra ASP di Pisa. I gruppi hanno seguito itinerari diversi, rispettivamente documentati da Giulia Ferretti e Marika Fiore per il primo e Gabriele La Bella e Davide Robertini per il secondo. 

Primo gruppo 

Avviandoci verso il nostro percorso siamo passati nei pressi di quell'isolato, che nei primi anni del Novecento era ancora occupato da "vecchie e malsane casupole", mentre alla fine del periodo fascista fu sventrato e al suo posto sorse il Palazzo di Giustizia come lo vediamo ancor oggi.

La prima tappa è stata la zona medievale della Piazza della Prefettura, dove fu costruito il primo palazzo de’ Medici a Pisa. In origine questa piazza era chiamata Piazza della Fontana, per la presenza di una fontana posta al centro che poi sparì: si pensa che abbia subito una traslazione verso la Piazzetta di San Luca, dove attualmente ne troviamo una. Nella piazza abbiamo osservato l’omonima Chiesa, a logge, attualmente trasformata in un'abitazione. Essa al tempo non era la sola chiesa a logge di Pisa, ma possiamo nominarne altre, come San Pietro in Vincoli (con la cripta a logge aperta sul Lungarno), San Felice in Regolo e San Michele in Borgo.

Successivamente ci siamo spostati in Piazza Cairoli o della "Berlina", dove è presente una fontana, originariamente collocata a fianco alla chiesa di San Pietro dei Vincoli e utilizzata per raccogliere l'acqua per uso quotidiano. Restaurata nel 1987, l'acqua sgorga da due mascheroni. Sulla fontana è presente la Colonna dell'Abbondanza, risalente al XVI secolo, fatta costruire insieme al loggiato da Ferdinando I de Medici per elogiare la ricchezza che Pisa possedeva. Il nome "Berlina" deriva dall'omonima esecuzione pubblica che avveniva in Piazza Cairoli, consisteva nell’esporre il condannato agli oltraggi della folla, cosicché la gente che assisteva poteva lanciargli addosso uova e pomodori, come segno di disprezzo e volontà di umiliazione. Originariamente si chiamava Piazza de’ Chavoli e vi era il mercato ortofrutticolo, ma anche di altri alimenti quali vino, pesce, spezie e formaggi.

Dopodiché ci siamo spostati in Piazza Garibaldi, ospitante la statua dell'Eroe dei due mondi e quattro lastre con bassorilievi di Garibaldi ferito in Aspromonte: arrivò a Pisa e alloggiò nell'Albergo delle Tre Donzelle dove fu operato e guarito. Attraversato il Ponte di Mezzo, ci siamo recati in Piazza XX Settembre, dove sono presenti le Logge dei Banchi, nel 1605 sede del mercato della seta e delle stoffe voluto dai Medici. La principale fontana, non più funzionante a seguito di rinnovamenti avvenuti verso l'Ottocento, raffigura un pipistrello con ali spalancate in rilievo. 

Seguendo il lungarno siamo arrivati alla Chiesa di Santa Maria della Spina. Inizialmente l'edificio era un oratorio, situato al livello del fiume, poi ampliato in chiesa nel 1322 e, per complicanze, nel 1871 venne smontato e rimontato dove si trova ora, perdendo purtroppo qualche elemento, come la vecchia fontana ormai in pezzi, conservati nei depositi del Museo di San MatteoLa Chiesa anticamente si chiamava Santa Maria di Ponte nuovo, quando venne ospitata nel 1333 una spina appartenente alla Corona di Cristo, reliquia spostata ed esposta poi nella chiesa di Santa Chiara

Entrati nella chiesa, abbiamo osservato l'installazione "Non plus ultra" esposta, facente parte del progetto "Festival della strada" condotto da Gonzalo Borondo, artista multimediale (IG: start.oye). L'opera "Non plus ultra" è realizzata in vetro da Borondo, in collaborazione con Arturo Amitrano.

Come ultima tappa abbiamo nuovamente attraversato il Ponte e raggiunto Via Maria. In origine, sul marciapiede del Lungarno, vi era una fontana e una statua, quest'ultima spostata in un'altra piazza. Della fontana non abbiamo più notizie. 

Scritto e foto allieve 

Giulia Ferretti e Marika Fiore


Secondo gruppo 

La prima è stata quella in piazza delle Gondole: si tratta di una fontana decorata, in cui l’acqua corrente usciva dal mascherone superiore, poi raccolta in un’apposita bacinella, dove probabilmente era possibile lavare vestiti o oggetti, mentre da quello inferiore usciva l’acqua potabile. 

Il matrimonio tra Cosimo II de’ Medici e Maria Maddalena d’Austria è ricordato sulla cima della fontana grazie a uno stemma bipartito, rappresentante le due casate. Passando da via San Francesco ci si imbatte in un piccolo riquadro sul muro della casa contigua alla Chiesa; si tratta di una debole traccia di una fontanella in pessime condizioni, ma che conserva ancora un mascherone con la faccia di caprone, dalla cui bocca usciva l’acqua. 

Poco più avanti in piazza d’Ancona è situata l’omonima fontana, ornata da una colonna in pietra serena della Gonfolina con rifiniture in marmo bianco sormontate da una cuspide fregiata in arenaria. Spostandosi in Piazza delle Vettovaglie, piazza del mercato cittadino fino agli anni ’70 del Novecento, precedentemente chiamata la Piazza del Grano. Troviamo la fontana risalente al 1715, in marmo bianco e con i tre stemmi dei Medici, della Repubblica Pisana, della famiglia Caietani.

Arrivati, poi, in Piazza dei Cavalieri, una delle Piazze più belle e importati di Pisa, commissionata dalla famiglia Medici al Vasari, troviamo la statua di Cosimo I e al di sotto la fontana del Gobbo, chiamata così perché sopra c’è un piccolo Gobbo dalla cui bocca esce l’acqua. Ormai il Gobbo non ha più le braccia, ma sotto la vasca di raccolta c’è una specie di mostruoso granchio con le gambe. Usciti da Piazza dei Cavalieri, dopo poca strada si giunge in Santa Caterina, dove è situata una fontana ornata con una colonna mozzata su una base dodecagonale in stile Neoclassico

Passando, poi, per via Carlo Fedeli ci si imbatte nella fontana settecentesca attigua alla Chiesa di San Giuseppe, caratterizzata da una struttura a tronco piramidale e da una vasca di raccolta è molto ampia, probabilmente usata per lavare vestiti o addirittura abbeverare gli animali. 

Ultima tappa, la fontana del Mosè, opera del 1709, all’interno del palazzo dell’Arcivescovado. L'acqua fuoriusciva da due mascheroni e veniva raccolta in corrispondenti vasche, una a forma di conchiglia e l’altra rettangolare. Questo breve, ma intenso, giro per Pisa ci ha permesso di approfondire la conoscenza di opere che vediamo tutti giorni, magari distrattamente, quando invece hanno tutto un mondo da offrire.

Scritto e foto allievi 

Gabriele La Bella e Davide Robertini


ALLIEVI/E: Giulia Ferretti, Marika Fiore, Gabriele La Bella e Davide Robertini

CLASSE: III C Arti Figurative, Pisa a.s. 23/24

REFERENTE: prof.ssa Valentina Noccioli

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