Venerdì 24 aprile 2026 si è svolta la terza edizione del Trekking della Memoria. Dopo il cammino da Valdicastello a Sant’Anna di Stazzema e poi il sentiero che ci ha portati da Firenzuola al Cimitero germanico al Passo della Futa, quest’anno abbiamo deciso di dedicarci alla figura di Franco Russoli e di ripercorrere le sue orme sui Monti Pisani, quando operò nella Brigata Garibaldi, sezione “Nevilio Casarosa”.
Chi era dunque Franco Russoli (Rùssoli, non Russòli)?
La nostra scuola è intestata a uno storico dell’arte laureatosi all’Università di Pisa, che oggi è ricordato soprattutto come direttore della Pinacoteca di Brera a Milano dal 1957 al 1977. Innumerevoli sono le sue pubblicazioni, le attività in ambito museale e le mostre d’arte antica e moderna alle quali lavorò, a cominciare dalla prima esposizione italiana dedicata a Pablo Picasso (1953), in cui Guernica fu esposta per la prima e unica volta su suolo italiano (alla Sala delle Cariatidi del Palazzo Reale di Milano).
A Pisa Russoli è ricordato come segretario del Comitato esecutivo della Mostra della scultura pisana del 1946, che si tenne al monastero di San Matteo e dalla quale ebbe origine l’omonimo Museo Nazionale. Fu però negli anni del liceo che prese forma l’impegno attivo in senso civile di Franco Russoli: le letture e gli studi fecero crescere la sua ribellione nei confronti delle violenze, delle costrizioni e della stupida propaganda del fascismo.
Fu così che con un gruppo di amici fondò a diciotto anni una società segreta (“La Tabacchiera dei Bicchieri”) che si distinse per attività goliardica antifascista, e negli anni in cui frequentò la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Pisa, a partire dal 1942, si avvicinò alla Resistenza. Nell’estate del 1944 Russoli fu direttamente impegnato sui Monti Pisani, sopra Asciano, con la Brigata “Nevilio Casarosa”, che trovava spesso rifugio nella zona di Mirteto.
Con l’aiuto di Stefano Gallo, storico dell’Istituto di Storia sociale, della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Pisa – Biblioteca Serantini, e in compagnia di guide esperte del CAI di Pisa (tra cui il nostro Sergio Gaglioti), abbiamo cercato di ricostruire le vicende di quel gruppo di giovani, ripercorrendone i sentieri.
Perché quello studioso d’arte decise di salire in montagna per combattere il fascismo assieme ad altri ragazzi e ragazze della sua età?
Per abbattere la dittatura, per opporsi alla guerra e per costruire un paese diverso guidati dagli ideali di giustizia e libertà.
qui le altre foto

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